La lapide

Questa lapide, murata nella piazza di Fratta Polesine intitolata a Matteotti, è stata collocata, per decisione della sezione locale del Partito Socialista, sul muro di una casa che era di proprietà della famiglia Matteotti, vicino al balcone da cui il giovane Giacomo teneva i suoi discorsi e fu inaugurata nel pomeriggio di domenica 11 giugno 1950, ricorrenza del XXVI anniversario dell’assassinio del Deputato socialista. Il testo, elaborato dall’onorevole Alcide Malagugini, si può leggere nella sua interezza solo dal 2011, per decisione dell’amministrazione comunale e del sindaco del tempo Riccardo Resini, che l’ha fatta ripristinare nella sua veste originaria.

Infatti il Questore, nella mattinata del 10 giugno 1950, adducendo il motivo della mancata autorizzazione  da parte dell’autorità competente di pubblica sicurezza sia del collocamento della lapide, sia dell’approvazione del testo, ordinò che venisse asportata la parte «senza pace attende il giorno della giustizia riparatrice». L’amputazione avvenne poco prima della cerimonia di inaugurazione, presieduta dall’onorevole Lina Merlin, che presentò, poi, un’interrogazione parlamentare proprio per questo avvenimento censorio, che ledeva la libertà di espressione sancita dalla Costituzione (il testo dell’interrogazione di Lina Merlin si può leggere in questo sito nella sezione Biblioteca dell’Archivio, al capitolo Il Polesine, aprendo a pagina 100 i Discorsi parlamentari della Merlin).

Ancor oggi si può ammirare sulla lapide il busto bronzeo di Giacomo Matteotti modellato per l’occasione dallo scultore Guido Cremesini.

L’amministrazione comunale ha fatto aggiungere, nel 1955, una lampada votiva.

Maria Lodovica Mutterle