LA LOTTA

Organo dei socialisti e delle organizzazioni economiche del Polesine

La Lotta fu il settimanale del socialismo polesano nei primi anni del Novecento, fino all’insediamento del fascismo. In quel periodo la provincia di Rovigo era povera, arretrata, bracciantile. Il partito socialista si pose a capo della protesta sociale e organizzando il mondo rurale attraverso le leghe contadine crebbe costantemente fino a ottenerne, dopo la guerra, il totale controllo. Alle elezioni svoltesi in ottobre del 1920 i socialisti conquistarono l’Amministrazione provinciale e tutti i 63 Comuni  del rodigino. Rovigo divenne la provincia più rossa d’Italia, ma vi rimase per poco, presto travolta dalla reazione dello squadrismo agrario fascista. La Lotta documenta settimana dopo settimana, con il suo linguaggio semplice, aggressivo, polemico, questa stagione irripetibile, che trasformò un territorio marginale in un infuocato laboratorio nazionale, nel quale operarono uomini di primo piano: oltre a Matteotti, il cattolico Umberto Merlin, tra i fondatori, con Luigi Sturzo, del Partito Popolare; la famiglia dei Casalini, liberali; due alti gerarchi fascisti, Aldo Finzi e Giovanni Marinelli.  La Lotta nacque il 17 giugno 1899, fu interrotta durante la guerra e riprese le pubblicazioni il 12 aprile 1919, per chiudersi definitivamente con il numero del primo novembre 1924. Il settimanale documenta tutte le lotte condotte dal partito in quegli anni per il miglioramento delle classi inferiori, ma documenta altresì le lotte feroci interne al partito, anche personali,  fra riformisti e massimalisti rivoluzionari. Il titolo del periodico è perciò doppiamente significativo. Vi scrissero, o lo diressero, tutti i maggiori esponenti del socialismo locale, da Nicola Badaloni a Gino Piva a Lina Merlin, da Emilio Zanella a Aldo Parini a Dante Gallani. I due fratelli Matteotti, Matteo e Giacomo, ne furono assidui collaboratori, prima Matteo, più vecchio e morto prematuramente, nel 1908, e poi Giacomo, che vi scrisse per tutta la vita, talvolta firmando con pseudonimi. Il settimanale riflette il periodo più caldo, ma anche glorioso, della politica polesana, caratterizzato da durissime contrasti con i cattolici (che si esprimevano attraverso La Settimana, nata nel 1901) e con i liberali, il cui organo era il quotidiano Corriere del Polesine, iniziato nel 1890. Dal 1920 lo scontro si infiammò con la discesa in campo dei fascisti, che si fecero largo con un proprio settimanale: La rivolta ideale, poi sostituito da La legittima difesa. Dal 1910, quando iniziò la sua avventura politica, Giacomo Matteotti fu proprio al centro di questa vicenda, salendo rapidamente dal ruolo locale a una dimensione nazionale.

Bibl. Michele Mariotto, “La Lotta”. Giornale socialista del Polesine da Badaloni a  Matteotti. 1899-1924, Isers, Badia Polesine, 2004.



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