La tomba

La tomba di Giacomo Matteotti si trova di fronte all’ingresso principale del cimitero di Fratta Polesine nella cappella di famiglia, voluta da Isabella Garzarolo, sua madre, e completata nel 1928 apportando modifiche alla struttura della camera mortuaria comunale da lei acquistata con l’impegno di costruirne un’altra per il Comune.

Il corpo di Giacomo Matteotti il 21 agosto 1924, giorno del suo funerale, fu tumulato nella cappella di Giuseppe Trevisan, ma nemmeno un anno dopo fu traslato in un’altra tomba dismessa della stessa famiglia per evitare che i fascisti la potessero profanare. Il trasferimento del feretro nella cappella della famiglia Matteotti avvenne l’11 ottobre 1928. In quell’occasione la moglie Velia desiderava fosse celebrata una messa in suffragio del marito nella chiesa parrocchiale di Fratta Polesine, ma le autorità politiche e religiose imposero che, per motivi di sicurezza, fosse celebrata nella cappella della Casa della Divina Provvidenza, istituto di beneficenza sempre di Fratta, in forma privata, alle ore 6,30 del mattino, nonostante la protesta della moglie in nome del culto cristiano dei morti.

All’interno della cappella il corpo di Giacomo Matteotti è stato tumulato in un sarcofago di marmo nero donato dai lavoratori socialisti del Belgio dove il Deputato si era recato, qualche mese prima della morte, in occasione di una riunione dell’Internazionale Socialista. Il coperchio della tomba venne poi fatto cementare per ordine del Prefetto per evitare il paventato trafugamento del corpo da parte di oppositori politici.

La cappella della famiglia Matteotti fino al 25 aprile del 1945 fu sorvegliata e controllata dalle forze dell’ordine in modo assiduo, specialmente nella data dell’anniversario del barbaro assassinio,  con le annotazioni delle persone, della loro descrizione fisica, delle targhe delle auto e fu vietata qualsiasi commemorazione pubblica.

Oggi la cappella raccoglie le spoglie di tutti i componenti della famiglia Matteotti.

Maria Lodovica Mutterle